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Viticoltura piemontese

Calosso è una delle culle antiche delle viticoltura piemontese che affonda le sue radici nella lontana tradizione delle tribù liguri locali, gli Statielli e gli Eburiati, i quali, insieme ai Vagenni, hanno abitato e conferito il nome a numerosi borghi, che con il passare dei secoli si sono configurati come centri della grande tradizione vitivinicola piemontese, come il Monferrino – Langarola (si pensi ad Acqui, Canelli, Alba).

 

La tradizione vinicola è stata portata avanti dai Romani, ed è stata ancor più importante nel Medioevo, a giudicare dagli stati campestri, giunti fino a noi, che informano dell’importanza e della tutela della vite nell’economia locale.

Su un territorio comunale di 1238 ettari, oltre mille sono coltivati a vite, con amore, passione e un po’ di ostinazione, dalle 380 famiglie contadine: per lo più si tratta di storiche aziende agricole passate di generazione in generazione, laddove la tradizione e innovazione si sono semplicemente unite, senza attriti e presunzioni, guardando avanti. Le aziende agricole sono 380, la maggior parte a gestione famigliare.

 

I vitigni coltivati a Calosso sono principalmente di vini Moscato e Barbera, ma troviamo anche cultivar di Dolcetto, Freisa, Grignolino, Bonarda, Nebbiolo, Cortese, Favorita e le varietà internazionali, quali Chardonnay, Cabernet e Pinot Noir. Per finire con due vere chicche: i vitigni Gamba di Pernice e Uvalino, autoctoni rari. La Gamba di Pernice in particolare sta portando a termine gli ultimi ritocchi e compiendo gli ultimi passi verso la Dop Calosso in questi giorni.

Chardonnay e Cabernet

azienda agricola Calosso

Aziende agricole di Calosso

vitigni Calosso
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